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Pellicole ad alta efficienza energetica: per ridurre calore e abbaglio intervento eseguito alle vetrate del “Museo Pietrarsa”

lavoro eseguito pellicole solari azienda

La nostra Azienda SOLAR 2000 e’ stata chiamata a intervenire su tutte le coperture in vetro del rinato Museo Pietrarsa con una Pellicola a controllo solare idonea a migliorare l’efficienza energetica dell’intero edificio per ottemperare alle normative stabilite dall’Europa per il risparmio energetico ,che tengano in considerazione il controllo del fattore solare, della trasmissione della luce visibile e dell’abbaglio. Un obbligo rispettato da tutti i progettisti che hanno utilizzato tutte le tecniche più innovative per ridurre il fattore solare, l’abbaglio e le emissioni di C02 .
Per il tipo di copertura in vetri e’ stata utilizzata con l’approvazione della direzione tecnica una Pellicola antisolare riflettente per garantire il massimo dell’efficienza energetica, un elevato comfort all’ interno, la totale eliminazione di riflessi ed abbagliamenti, la riduzione del calore fino all’86% ed il blocco totale dei Raggi U.V. del sole fino al 99%.
L’importanza degli arredi e delle opere conservate all’interno del Museo necessitavano di una specifica protezione contro gli effetti dannosi del sole.
Con l’utilizzo di una pellicola antisolare si può gestire la luce, che provoca calore e irraggiamento ed avere dunque ambienti più confortevoli , che si traduce in una riduzione sui costi di condizionamento, ma si evita anche lo scolorimento ed il degrado preservando così importanti opere d’arte per le generazioni future.
Il Museo ferroviario PIETRARSA una struttura suggestiva, completamente ristrutturata in omaggio alla storia e alle scoperte del nostro tempo.
Giovedì 31 marzo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato il restauro del Museo ferroviario di Pietrarsa, aperto nel 1977 sul sito dell’antico opificio siderurgico creato da Ferdinando II di Borbone come industria siderurgica prima e come fabbrica di locomotive a vapore poi: da qui passava la Napoli-Portici, prima ferrovia italiana . Una grande esposizione, divisa in sette padiglioni, dei più grandi gioielli della storia ferroviaria italiana.
Con un fischio d’altri tempi, l’elegante treno presidenziale bardato con stemma tricolore, ha annunciato l’arrivo del presidente Mattarella a “Pietrarsa”, luogo della prima mitica tratta ferroviaria italiana Napoli-Portici. Il Capo dello Stato, ha visitato Il nuovo Museo ferroviario completamente ristrutturato, partecipando alla cerimonia di inaugurazione della struttura che si candida a diventare meta del turismo internazionale.
E’ bellissimo, “lascia senza fiato”, è stato il commento di Mattarella visitando il Museo.
La riapertura ufficiale del “museo di Pietrarsa” è soprattutto il riconoscimento di una gloriosa continuità. Sì, perché su quei binari tutto ebbe inizio, il 3 ottobre 1839, con l’apertura della prima linea ferroviaria della Penisola, la mitica Napoli- Portici.
Lì, dieci anni dopo, cominciò anche la storia industriale del Paese, con l’istituzione del Reale opificio siderurgico raggiungibile al km 5.839 della ferrovia capostipite.
Per diverso tempo è stato abbandonato e solo grazie alla caparbietà di Luigi Cantamessa, giovane direttore della Fondazione Fs, nel dicembre del 2013 si e’ deciso di “metterci mano», con le migliori maestranze campane che hanno riportato il luogo a nuova vita.
Ora, chi ha visto Pietrarsa al tempo delle ortiche e dei calcinacci, crede di sognare. Tutto tirato a lucido. Mobilio storico strappato alla distruzione e riportato all’antico splendore. Lavori di muratura ultimati. La passeggiata a mare forse più bella del Golfo, con vista su Ischia e Capri. Un ristorante “a chilometro zero”, dunque napoletanissimo, sotto l’antica tettoia — perfettamente restaurata — della stazione emiliana di Fiorenzuola d’Arda. Ma soprattutto il tempio dell’eccellenza rotabile italiana.
Sono tutte lì, le nostre nere locomotive, sotto grandi volte a vetri protette dalle Pellicole per vetri SOLAR 2000 a godersi l’aria salsa dopo aver passato una vita a sgobbare.

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